Amerigo Varotti

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Direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Tagli alla Camera di Commercio «A rischio eventi e fondi anticrisi»

Più di due milioni e mezzo di euro di taglio. E tante manifestazioni a rischio. La Camera di Commercio ha approvato nelle settimane scorse il bilancio 2015. Si tratta del primo rendiconto dopo il provvedimento con cui il Governo Renzi ha disposto la riduzione del 35% del contributo camerale versato dagli iscritti. Si passerà poi al 40% nel 2016 per arrivare al dimezzamento nel 2017. Un’impresa individuale, ad esempio, da quest’anno pagherà 57 euro e 20 centesimi rispetto ai circa 90 euro del 2014. Un risparmio per le imprese ma un durissimo colpo al bilancio dell’ente camerale. Le entrate legate ai contributi egli iscritti sono passate dai 7 milioni e mezzo dell’anno scorso ai 4 milioni e 900mila euro previsti per il 2015. E considerando che solo il personale incide per due milioni e mezzo di euro sulle spese dell’ente, il contributo da investire sul territorio si riduce a circa un milione e 200mila. Nel 2014 la cifra ammontava a 2milioni e 900mila euro. «Abbiamo approvato il bilancio e conteggiato la cifra da investire sul territorio: ridotta di oltre 50% rispetto all’anno scorso – premette il Vicepresidente della Camera di Commercio Amerigo Varotti – Ora cercheremo di distribuire quelle risorse in base a delle priorità di intervento. Di certo elimineremo o perlomeno ridurremo il contributo per diverse manifestazioni». Dal Festival del Brodetto di Fano, a Popsophia di Pesaro fino alla sfilata della Cna e le tante iniziative sportive, come la Cicloturistica di Gabicce. A rischio tanti eventi. «Non solo eventi e manifestazioni – spiega il Presidente della Camera di Commercio Alberto Drudi – Anche gli investimenti sui Confidi o sui fondi solidarietà. Dovremo ridimensionare tutte le nostre elargizioni che sostenevano il tessuto socio-economico della nostra Provincia». Confermato, anche per il 2015, il contributo alla gestione del bilancio della Fiera dio Pesaro. Una somma che supera i 400mila euro. «Si tratta di un contributo che la Camera di Commercio elargisce attraverso la Fondazioni Patrimonio Fiere grazie al quale viene garantita la manutenzione dei padiglioni, la quota d’ammortamento e le rate dei mutui – continua Drudi – Senza quelle voci, il bilancio della Fiera nel 2013 avrebbe chiuso sicuramente in attivo». La Camera di Commercio ha approvato nei mesi scorsi la proposta di accorpamento con l’Ente Camerale di Ancona. Ma nel capoluogo dorico proprio in questo periodo si sta procedendo al rinnovo degli organismi dunque l’operazione di fusione con Pesaro, mantenendo entrambe le sedi, è al momento in stand-by. «C’è già un’intesa di massima per creare un’unica Camera di Commercio tra Pesaro e Ancona – spiega il Vicepresidente Varotti – Nel frattempo stiamo lavorando, insieme a Macerata, Fermo, Ascoli Piceno e Ancona per creare un’unica azienda speciale regionale per l’internazionalizzazione». Intanto la spending review inizia in casa propria. «Accorperemo in un’unica Azienda speciale Terre Rossini Raffaello e Aspin2000 – conclude Varotti – Ci sarà un unico Cda di cui Drudi sarà il Presidente. Non percepiremo indennità, come tra l’altro avveniva in passato. Il risparmio vero sarà sul collegio dei revisori dei conti: ne avremo soltanto uno e non più due».

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