Amerigo Varotti

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Direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

CONFCOMMERCIO INAUGURA NUOVA SEDE PER IL TURISMO

Una nuova sede per sviluppare il sistema turistico. La Confcommercio di Pesaro e Urbino ha inaugurato ieri il nuovo ufficio a Gabicce Mare nel Palazzo del Turismo. Non si tratta solo di quattro mura, perché il Direttore Varotti parla di una «vera casa per tutto il sistema Confcommercio: al proprio interno, infatti, ci sono gli uffici di Nuova Ascom Servizi (che fornisce assistenza e consulenza alle imprese in campo fiscale e politiche del lavoro), di 50&Più Enasco (il Patronato per imprese, lavoratori e pensionati), e degli Enti Bilaterali del Commercio e del Turismo. Senza dimenticare che nel Palazzo del Turismo è ubicata anche la Sede dell’Associazione Albergatori. Il progetto voluto fortemente da Presidente Angelo Serra oltre che un consistente investimento che conferma il forte interesse di Confcommercio per Gabicce Mare, è anche la testimonianza di quanto la nostra organizzazione creda nello sviluppo dei settori turistici, commerciali ed artigianali del nostro territorio». Il momento è «drammatico – conferma Varotti – la lunga crisi che attanaglia sta riducendo al minimo le capacità di sopravvivenza delle imprese. Ma dobbiamo resistere ancora perché si incominciano a vedere deboli segnali di inversione di tendenza. Anche se questo sarà un anno durissimo. Serve una forte scossa per aiutare la ripresa ed uscire dalla recessione, non palliativi. Non si è fatto nulla sugli sprechi: costi della politica, rimborsi elettorali, mentre lo stato pretende oggi, subito, tasse pesanti come Imu e Irap. Non si tagliano gli stipendi dei manager e dirigenti della pubblica amministrazione. Sul fronte dei tagli alle tasse siamo al ridicolo: l’aumento dell’Iva è stato solo rinviato mentre i recenti ecobonus su mobili e casa sono finanziati con nuove tasse (vedi sigarette elettroniche) e l’innalzamento dell’Iva su alcuni prodotti. Infine dopo l’accordo a livello europeo e la concessione di 1,5miliardi per l’occupazione Letta scrive alle imprese: ora non avete più alibi, assumete. Ma assumerete per fare che? L’industria è ferma e senza commesse, il commercio è al lastrico, il turismo langue, l’artigianato è in grave difficoltà. Le imprese non hanno assunto perché non c’è lavoro, non ci sono i consumi, non sanno a chi vendere i prodotti che fabbricano, perché ci sono meno turisti e non c’è gente nei ristoranti. Intanto continua imperversare l’abusivismo: quello evidente e quello strisciante».

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