Amerigo Varotti

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Direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Varotti bacchetta Pd e Confindustria

«No ad un nuovo aumento dell’Iva dal 1° luglio, sì ad un urgente rimodulazione dell’Imu per le imprese da inserire già nel bilancio di previsione. Si deve tornare a parlare di rilancio della piccola impresa diffusa perché ormai chiudono due imprese ogni ora».
Elementi questi che saranno il focus della battaglia che Confcommercio Pesaro, combatterà contro la crisi. Questo il grido d’allarme lanciato ieri da Amerigo Varotti, Direttore Confcommercio, nella giornata di mobilitazione promossa da Rete Imprese Italia. E’ un’onda di indignazione quella di Varotti: non mancano stoccate rivolte alla Associazione industriali e cenni di disappunto in tema di lotta all’evasione fiscale. «La richiesta di Confindustria Marche – commenta – di portare la tracciabilità dei pagamenti a 200 euro, è assurda, non possiamo far morire il commercio. Si attui piuttosto una politica per ridurre i costi bancari».
Un dibattito partecipato da rappresentanti dell’associazionismo ed esponenti dell’Amministrazione. Nelle prime file Valter Eusebi e Andrea Ugolini, ex Presidente di Confindustria e candidato in Scelta Civica Monti ma non sono passati inosservati i nomi dei grandi assenti: assenza che pesano, su questo Varotti non transige perché la battaglia vera intende giocarsela dopo le elezioni. Varotti è critico quando nota l’assenza dei candidati Pd al Parlamento, in particolare della Segretaria CNA Camilla Fabbri e di Marco Marchetti. «Molti i candidati invitati e non presenti – chiosa Varotti – forse, pensano di poter fare a meno del nostro sermone perché sanno già tutto ma il grido delle Associazioni è rivolto anche a loro». E’ critico anche verso il Pd con una politica di Governo per il 2013 che sembra andare nella direzione contraria e si rivolge agli esponenti politici locali perché si attivino per la piccola impresa e il turismo. Varotti evidenzia le strategie d’azione ed indica la strada per far ripartire i consumi e rimettere in moto il tessuto produttivo: «Occorre superare la sudditanza psicologica della Provincia, non solo dell’industria, questo il messaggio da veicolare. Va data nuova linfa alle imprese artigiane ed al commercio che insieme rappresentano il 60,4% degli occupati sul territorio». E’ necessario per Varotti programmare una politica nuova e più incisiva dei servizi e del turismo. Poi, i temi locali sui quali incidere: «Ai nuovi esponenti che siederanno in Parlamento, chiediamo di battersi per togliere i beni strumentali delle imprese dal pagamento Imu. Dico no a quei provvedimenti avanzati da Confindustria che propongono un aumento Iva sulle aliquote del 4 e 10%. Se così fosse significa ammazzare consumi e turismo. Mi aspetto un tavolo fra Anci, Conferenza Stato Regioni e imprenditori, per rimodulare il meccanismo di calcolo della Tia sui rifiuti bloccando la Tares. Per le imprese chiediamo una netta riduzione dell’Irap, sempre più una tassa sulla tassa ed il prossimo 4 febbraio apriremo con la Provincia il tavolo per fronteggiare gli errori della vicenda Cosap».

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