Amerigo Varotti

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Direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Imprese al collasso. Faccia a faccia con i candidati

Un’Assemblea per radunare tutti i candidati e mettere dei paletti, prendere un’inversione di tendenza su alcuni aspetti. Soprattutto quelli legati alla tassazione che stanno strozzando le imprese.
La Confcommercio presenterà una serie di richieste a chi correrà per entrare in Parlamento alle prossime politiche. L’Assemblea è quella del 28 gennaio alle ore 10.30 nella Sala Convegni della Confcommercio Pesaro dal titolo: “Se le imprese chiudono chiude anche il Paese”.
Rientra nella giornata di mobilitazione nazionale organizzata dalla Confcommercio (a cui hanno successivamente aderito tutte le Organizzazioni di Rete Imprese Italia). L’Associazione vuole «denunciare la drammatica situazione che il nostro sistema d’imprese da troppo tempo sta vivendo sulla propria pelle a causa di un’eccessiva pressione fiscale, di un crollo dei consumi senza precedenti, di un costoso e difficile accesso al credito, di una burocrazia esasperante ed onerosa».
Ma ai temi generali si affianca una riflessione locale. Amerigo Varotti, Direttore Confcommercio, va nello specifico: «abbiamo invitato all’Assemblea Parlamentari, Consiglieri Regionali, i Presidenti di Camera di Commercio e della Provincia, i Sindaci e anche i candidati alle prossime elezioni politiche. Non ci sarà dibattito né sono previsti interventi. Non vogliamo che la manifestazione si trasformi in un’occasione di campagna elettorale. Agli invitati esporremo il punto di vista nostro e le richieste che intendiamo portare al Governo e agli Enti locali per uscire dalla crisi, salvaguardare le imprese e contribuire alla crescita del Paese. Inevitabile dunque che parleremo di tasse, di evasione, di abusivismo, di caste, di redditometro, di turismo e cultura, ma anche di Tares, Iva e Cosap».
Le sanzioni della Provincia sulle affissioni e la segnaletica stradale non sono andate giù alla Confcommercio. Ma i temi sono tanti. «La scorsa primavera abbiamo lanciato una campagna sindacale nella nostra Provincia denominata “Basta con i parassiti” – continua Varotti – in tante Assemblee e gazebo in diverse città abbiamo raccolto oltre 8.000 firme di cittadini e imprenditori per richiedere al Governo e agli Enti locali di allentare la pressione fiscale per dare rilancio ai consumi, vera leva dell’economia; bloccare i previsti aumenti dell’Iva; modificare gli Studi di Settore; bloccare l’abusivismo; colpire le caste e diminuire gli sprechi ed i costi della politica. Oggi la situazione è drammatica: poco o nulla di quanto richiesto è stato fatto. Anzi, molte delle misure adottate vanno nella direzione contraria alla necessaria ripresa dei consumi dell’economia».
Varotti sa bene che la gran parte delle imprese della Provincia è composta da piccolissime aziende. Quelle che spesso non si sentono, ma che piano piano hanno portato al collasso il sistema lavoro. «Il dramma che vivono migliaia di piccole imprese del terziario coinvolge non solo le loro famiglie ma anche quelle dei loro dipendenti. Un dramma che in pochi ascoltano perché fa più rumore la crisi di una grande impresa piuttosto che quella di molte piccole imprese anche se, purtroppo, l’effetto sul piano economico e occupazionale è il medesimo». Le minacce non sono finite perché Varotti parla di un «peggioramento dovuto all’Imu, l’aumento parziale dell’Iva e la Tassa di Soggiorno». Ma ora «con l’introduzione dal 2013 della Tares, la nuova tassa sui rifiuti che rischia di dare il colpo di grazia a tantissime piccole imprese».

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