Amerigo Varotti

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Direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Varotti, l’orgoglio di Confcommercio: «Come dopo la guerra, si deve ricostruire»

Grande festa stamane nella Sala Convegni di Confcommercio a Pesaro, (in Strada delle Marche), dove si terrà la manifestazione celebrativa dei 70anni di fondazione della Confederazione dei commercianti di Pesaro e Urbino.
«Durante la manifestazione saranno premiati i dirigenti sindacali ali dell’associazione provinciale – annuncia il direttore Amerigo Varotti – e sono stati previsti tre premi speciali: alla ditta Arturo Mancini Srl, socio fondatore nel 1945 dell’associazione, che ha avuto come presidente Celestino Mancini ed il compianto dottor Enzo; al Gruppo Diba Spa nella persona del dottor Paolo Baronciani per il contributo dato allo sviluppo economico ed occupazione del territorio; alla Pro Loco di Candelara per contributo assicurato alo sviluppo turistico ed economico della Provincia con la manifestazione “Candele a Candelara”».

Un bel traguardo questo…
«E’ un traguardo molto importante perché ci arriviamo con più forza e più energia rispetto a quando siamo partiti, in un momento difficile per l’economia e per le organizzazioni di rappresentanza».
Proprio come 70 anni fa.
«Esattamente. E’ un momento simile. Allora uscivamo dalla guerra. Pesaro era una città distrutta, come molte altre, con una economia disastrosa, nonostante l’aiuto degli alleati. Si trattava di ricostruire l’economia di un Paese tramite un organismo di rappresentanza delle imprese, in un momento in cui le istituzioni dovevano ricostruire il Paese. Oggi come allora c’è un Paese da ricostruire».
Come?
«La crisi economica ha modificato gli assetti imprenditoriali. Molti settori, compreso il commercio, hanno chiuso. C’è una crisi strutturale del comparto manifatturiero ed industriale che hanno sofferto di più per la delocalizzazione e la globalizzazione. Bisogna invertire la tendenza».
Qual è lo scoglio più grande?
«Oggi la politica è più pericolosa e più negativa di allora. E’ un’insidia strisciante sia a livello nazionale che locale perché non riconosce le organizzazioni di rappresentanza. Nel dopoguerra avevamo il sostegno della classe politica, che spingeva perché le imprese si associassero. Ora c’è una delegittimazione del nostro ruolo. Renzi non vuole più intermediazioni: ha annientato le Camere di Commercio, parla direttamente con i lavoratori scavalcando sindacati e organizzazioni di categoria».
Tornando alla festa … arriverà il presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli.
«Ha voluto essere presente con il vice presidente vicario Renato Borghi che è anche presidente dell’Organizzazioni di Anziani 50&Più di Federmoda Italia. Una dimostrazione di apprezzamento per Confcommercio Pesaro e Urbino che dimostra il suo valore coi numeri: nel 2014 abbiamo avuto ricavi che hanno superato i 7 milioni e abbiamo potenziato i dipendenti della nostre società assumendone altri 125 (tra commercialisti e consulenti del lavoro). Siamo pronti ad affrontare i prossimi 70anni».
Prossima tappa?
«I festeggiamenti non finiscono qui. A novembre ci sarà un’assemblea generale con la presentazione del libro “il commercio a Pesaro tra storia e attualità” dello storico Gabriele Falciasecca che ha scattato una fotografia in movimento dell’evoluzione del commercio nella nostra città dall’800 ad oggi. Ci sono tantissime immagini di attività che non ci sono più. Vogliamo dare un segnale alla politica ricordandogli le cose ha non ha fatto per salvaguardare la vita economica della città. Per quanto ci riguarda non smetteremo mai di lavorare per la salvaguardia dei centri storici».

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