Amerigo Varotti

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Direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Intervista su “Il Pesaro”

D – Dott. Amerigo Varotti, il 2011 è stato un anno molto difficile per la nostra Provincia, si può fare la stessa affermazione per il 2012 che si sta concludendo?
R – Il 2012- nonostante una maggiore fiducia internazionale nei confronti del nostro Paese – si è purtroppo mantenuto sugli stessi livelli , assolutamente negativi, dell’anno 2011. D’ altra parte non poteva che essere così visto che le iniziative governative per il riequilibrio dei conti pubblici e la crescita si sono risolte solo in un pesante aumento dell’imposizione fiscale a tutti i livelli che ha impoverito le famiglie e le imprese. Nulla si è fatto per lo sviluppo e la crescita. Anzi molte delle misure adottate hanno ulteriormente rallentato e frenato i consumi da cui dipende oltre il 75% del PIL cioè della ricchezza del Paese.
D – Quanto sono calati i consumi delle famiglie della nostra provincia?
R – I consumi hanno subito complessivamente una ulteriore frenata : calcoliamo un –3,6% rispetto al dato di un economia in recessione che era quello del 2011. Vi sono stati poi settori che hanno subito un calo ancora maggiore : penso al settore dell’arredamento, degli autoveicoli ( con punte del – 20%) e della moda. Anche il settore della ristorazione ha avuto enormi difficoltà.
D -Qual è la situazione delle piccole imprese del commercio, del turismo e dell’artigianato?
R – In conseguenza del calo dei consumi, delle vendite e della produzione molte aziende hanno chiuso i battenti; molte sono in cassa integrazione anche se , soprattutto nel settore dei servizi e del commercio, si registra la nascita di molte nuove aziende. Il saldo ( la differenza tra aziende chiuse e nate) è positivo per il commercio , i servizi ed il turismo. Ma molto dipende anche dal fatto che chi non ha trovato occupazione prova a fare l’imprenditore!! E poi ci sono molte nuove attività ” etniche” : un fenomeno in grande espansione.
D – Quali consigli dare ai nostri governanti per ridare fiato ai lavoratori e alle loro famiglie?
R – Consigli? Mah! Un governo di tecnici non dovrebbe averne bisogno!! In realtà questi Signori sono fuori dal mondo; anzi in un mondo dorato,ovattato senza alcun rapporto con la realtà. Bisogna ridurre drasticamente i costi della politica : non si è fatto niente per ridurre il numero dei parlamentari e dei consiglieri regionali ; nulla per ridurre gli alti stipendi di funzionari e manager pubblici ; nulla per eliminare le inutili e costosissime Authority; nulla per aiutare la crescita diminuendo il cuneo fiscale e dare più soldi in tasca ai lavoratori. Anzi hanno aumentato l’Iva che fa aumentare i prezzi,hanno introdotto l’IMU e le norme vergognose sulla tracciabilità dei pagamenti che hanno indotto a non spendere anche chi i soldi li ha! Ed ora vorrebbero addirittura ( con il concorso di qualche Associazione imprenditoriale,di cui non faccio nomi altrimenti vengo tacciato di anti C……..) portare il limite dei pagamenti in contanti a 200 o 50 euro! Follia.
D – Possono essere d’aiuto al brand marchigiano gli accordi istituzionali e commerciali con l’estero, e con la Cina in particolare?
R – Gli accordi Istituzionali e poi commerciali sono essenziali per le nostre aziende che operano con l’estero.Certo la Cina è importantissima ma ci sono altri Paesi su cui si sta lavorando ( Paesi Arabi e Mediterranei, Nord Europa e Russia ma anche Stati Uniti). Bisogna però favorire la crescita dei consumi nazionali perché la maggior parte delle aziende lavorano con il mercato interno ( penso al commercio,al turismo e all’artigianato).
D – Nel settore turismo ritiene che le Marche e la Provincia di Pesaro e Urbino abbiano le caratteristiche idonee ad attrarre i flussi turistici, previa adeguata promozione, che potrebbero in parte risanare la nostra economia?
R – Il Turismo può e deve essere il motore di sviluppo della nostra economia e la nostra Regione e la Provincia hanno tutte le caratteristiche per attrarre maggiori flussi turistici. Certo bisogna fare più promozione in Italia e all’estero. Anche negli Stati Uniti nonostante i soliti critici e soloni nostrani. Veda nel 2011 la Toscana ha avuto oltre 1,5 milioni di presenze dagli USA. Noi circa 50.000 nonostante una crescita del 21,01%. Ma noi abbiamo le stesse caratteristiche della Toscana e costiamo di meno. Però non siamo conosciuti. Ecco perché dobbiamo insistere a promuoverci su quel mercato ( insieme agli altri Europei) se non vogliamo dare per scontato che gli oltre 4 milioni di turisti americani che vengono in Italia vadano solo in Toscana o sulla Costa Amalfitana!
D – Infine, quali sono le sue previsioni per il 2013? Possiamo essere ottimisti?
R – Dobbiamo essere ottimisti ma soprattutto dobbiamo resistere perché questa crisi non durerà all’infinito. Per resistere è necessario che tutti, a cominciare dalle Banche e dal Governo, facciano la loro parte. Confcommercio si è attrezzata per aiutare le imprese a risparmiare e a promuovere i propri prodotti e servizi.

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