Amerigo Varotti

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Direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

UN ANNO DIFFICILE

Sta per concludersi un anno molto difficile per il nostro Paese e la nostra Provincia stretta nella morsa di una crisi economica inimmaginabile e di proporzioni planetarie.

E, proprio in questi giorni, per far fronte al “default” del Paese Italia il Governo Monti ha dovuto mettere in campo una manovra dura che, se non sarà accompagnata da urgenti misure per lo sviluppo e la crescita, rischia di far sprofondare il Paese in una recessione drammatica.
Poiché il dato inconfutabile è che il settore dei servizi di commercio, il terziario di mercato, è già in recessione da almeno un anno, con una crisi dei consumi che ora tocca (per la prima volta nella storia) anche il settore alimentare, cioè i beni di prima necessità. Ed i consumi interni determinano da soli oltre il 53% del PIL, cioè della Ricchezza del Paese.
Se non si riavvia il consumo ed anzi si frappongono nuovi pesanti ostacoli al suo espandersi (come il possibile nuovo aumento dell’IVA o il limite di tracciabilità a 1.000 euro) il Paese non si riprenderà. Con buona pace dei “soloni” che pensano solo agli aiuti all’export o ai problemi delle grandi industrie. Se il Paese finora ha retto – pur con tutti i problemi anche occupazionali – che la situazione ha comportato, lo si deve alle piccole e medie imprese, soprattutto a quelle del terziario di mercato che da sole rappresentano il 58% dell’occupazione.
Ma la misura è colma e, senza interventi strutturali, la ripresa degli investimenti nelle infrastrutture, la sburocratizzazione degli adempimenti, anche le imprese del terziario collasseranno. Accanto a questo c’è il tema del credito: negli ultimi tre mesi dell’anno, infatti la maggior parte degli Istituti di Credito ha ridotto drasticamente i finanziamenti e gli affidamenti alle imprese, non aiutandole a reggere l’urto della crisi. Il nuovo fondo di garanzia per le imprese proposto dal Ministro Passera dovrà riguardare in primo luogo le piccole imprese, favorendo così, anche attraverso il sistema delle Cooperative di garanzia, l’aumento dei flussi finanziari e delle risorse per il loro sostegno.
Nell’anno 2011 anche il turismo, nonostante l’aumento di presenze registratosi a settembre rispetto all’anno 2010, ha confermato segnali preoccupanti. L’aumento delle presenze è dovuto prevalentemente ai tanti eventi sportivi ed al turismo sociale che normalmente, a bassi prezzi, non garantiscono una adeguata redditività per le imprese.
In questo contesto, l’introduzione della tassa di soggiorno sarebbe dirompente con effetti negativi sulla sopravvivenza delle imprese ed il mantenimento dell’occupazione. Da qui la grande manifestazione di protesta del 30 novembre con l’invito ai Sindaci a non applicare l’odiato balzello.
Solo con il sostegno al turismo (e alla cultura) ed al terziario di mercato il Paese può salvarsi.
Questo è il nostro auspicio per il 2012 ed è quello per cui Confcommercio sta lavorando.

Amerigo Varotti
Direttore provinciale Confcommercio

ilPesaro.it

 

 

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