Amerigo Varotti

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Direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

«Enit no, Enit sì? Abbiamo bisogno di un’Agenzia forte e rinnovata»

NELLA PRIMA stesura del decreto Monti era stata prevista la cancellazione dell’Enit, l’Agenzia nazionale per il turismo che ha il compito di promuovere l’Italia turistica nel mondo. Avevamo espresso infatti forti perplessità e contrarietà rispetto a questa decisione: il turismo, insieme e con i beni culturali, rappresenta il futuro del nostro Paese. E proprio per questo era impensabile non ci fosse più una struttura che promuovesse l’Italia come destinazione turistica. Ora, nella stesura definitiva del decreto, l’Enit è “resuscitata”. Non se ne prevede più la chiusura. Ne siamo felici. Ma a questo punto si rende indispensabile che il governo si occupi della gestione dell’Enit che con la gestione Brambilla-Marzotto-Rubini è ridotta allo stato comatoso. Con il commissario-presidente Marzotto ed il direttore generale Paolo Rubini l’Enit è diventato un disastro nonostante le tante e grandi professionalità interne. Sono state chiuse sedi Enit a Berlino, Monaco, Amsterdam; il Direttore Generale Rubini si è di fatto autonominato responsabile ad interim di diverse direzioni di aree nel mondo (Francoforte, Tokyo-Australia); sono state create società – nei fatti inattive – che hanno drenato risorse e svuotato l’Enit. E tanto altro ci sarebbe da dire sul personale assunto, le consulenze, le sponsorizzazioni. Abbiamo bisogno di un Enit forte con un nuovo presidente e soprattutto un nuovo direttore generale.

Amerigo Varotti

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