Amerigo Varotti

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Direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Il turismo scenderà in piazza contro la tassa di soggiorno

Manifestazione in piazzale Collenuccio. Varotti: «Una gabella inutile»

L’UNICO “guasto” nell’organizzazione è stato il numero di presenti, circa una sessantina. Una sala piena e una conferenza vivace, quella organizzata dalla Confcommercio per parlare della tassa di soggiorno, ma forse non come avrebbero voluto gli organizzato-ri. Tanto che il presidente di Confnturismo si è lasciato sfuggire: «Mi aspettavo più gente, come alla riunione di Riccione». Ma poco importa il numero di persone che partecipano. L’importante è che tutti quanti siano uniti e compatti nel “no” netto alla tassa di soggiorno: «Dopo aver sentito il pianto greco degli amministratori — ha detto Serra — siamo qui per discutere di questa imposta: non la condivido, anche perché ormai sarà a nostro carico». Ma non è solo questo. Perché la delusione delle associazioni di categoria e degli albergatori sta anche nelle promesse fatte dagli amministratori e non mantenute: «Quando il governo ne ha iniziato a prospettar-la, sapete la loro risposta alle nostre perplessità? “Tranquilli, non se ne parla…”». Poi si sono messi di mezzo i decreti: uno che ha iniziato a tagliare risorse su risorse per gli enti locali; un altro che non specifica dove investire il ricavato di questa tassa, cosa che nel precedente era chiaro: “I fondi sono destinati al settore del turismo”. «Ma in una famiglia, un buon genitore — attacca Varotti — pensa soprattutto a tagliare le spese. Invece gli amministratori hanno visto bene di aumentare le tasse. Con quella di soggiorno, applicata quasi al minimo, il Comune incasserebbe più di un milione di euro: tutti soldi che andranno a far quadrare i conti del bilancio». Insomma, della tassa di soggiorno non se ne deve parlare: «E’ una gabella antistoriaca, c’era nel Medioevo». Tenuto conto soprattutto che il settore del turismo è quello che si sente più snobbato: «Siamo però rimasti in piedi nonostante il calo di presenze, dovuto a sindaci come Curzi di Gabic-ce, che faceva scelte senza coinvolgerci». Un “no” chiaro e deciso che verrà ribadito anche la prossima settimana: «Scenderemo in piazza — dice Varotti —, andremo a manifestare davanti al palazzo del Turismo in piazzale Collenuccio. E basta dire che dobbiamo ragionare con i romagnoli: loro non ci hanno mai coinvolti nelle scelte». Stanchi, tutti quanti, di decisioni che li penalizzano: «Se dovesse essere imposta — dice il presidente degli Albergatori Roberto Signorini — decideremo noi come utilizzare il ricavato. Quelli sono soldi nostri: basta sagre senza capo né coda». «Non se parla per il 2012: almeno si aspetti di parlarne tutti insieme e decidere le nodalità», attacca Amedeo Tarsi, presidente campeggiatori. Oppure: «I politici si tolgano i privilegi, poi ne riparleremo», conclude Luciano Cecchini, presidente fanese degli albergatori. La guerra è appena cominciata…

Margherita Giacchi

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