Amerigo Varotti

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Direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Tassa di soggiorno, si prepara la protesta

Per Varotti e Sartini i quasi due milioni e mezzo che potrebbero incassare Pesaro, Fano e Gabicce sarebbero un colpo letale al turismo

Confcommercio e Confesercenti vorrebbero che i Comuni istituissero invece una no tax area

di LUCA FABBRI

Confesercenti e Confcommercio dicono no alla tassa di soggiorno. E sono pronte a scendere in piazza per ribadirlo. Le associazioni di categoria, infatti, mettono le mani avanti e chiedono agli amministratori della provincia di non istituire un nuovo balzello, che colpirebbe solo gli albergatori. «Conosciamo le difficoltà dei Comuni nel chiudere i bilanci in questo periodo ma non possono pensare alla tassa di soggiorno come modo per fare cassa – spiega il direttore provinciale di Confcommercio, Amerigo Varotti – Impensabile poi applicare la tassa già nel 2012, considerando soprattutto il fatto che i nostri operatori hanno già chiuso i contratti con i tour operator per la prossima stagione estiva. Se i Comuni insisteranno sulla loro linea siamo pronti a una mobilitazione di piazza». E allora dall’associazione, che mercoledì prossimo si riunisce in assemblea con Federal-berghi, nasce la controproposta: una «no tax-area». «Potrebbe essere un punto di forza della nostra offerta turistica – continua Varotti – Non facciamo pagare la tassa di soggiorno da Gabicce a Senigallia, potrebbe essere una caratteristica vincente e che ci renderebbe maggiormente competitivi rispetto alla Riviera. Gli amministratori romagnoli chiedono scelte condivise? Non credo che i riminesi abbiano cercato di condividere le scelte che hanno fatto su aeroporto, ente fieristico e secessione quindi siamo liberi di agire come meglio riteniamo». Si parla di una tariffa di un euro a presenza: questo porterebbe entrate per un milione di euro al Comune di Pesaro, 850 mila euro a Fano e 600 mila euro a Gabicce. Risorse che, in base alla normativa, dovrebbero essere investite in progetti turistici. «A dire il vero la riunione in Comune dell’altro giorno con gli amministratori di Pesaro, Fano e Gabicce è iniziata parlando dei buchi di bilancio – incalza Varotti – e non con i progetti turistici che le amministrazioni comunali hanno intenzione di portare avanti. Senza contare che l’ultimo decreto emana to dal Governo sostanzialmente elimina l’obbligo di investire le risorse ottenute in progetti turistici. Questo significa che le amministrazioni possono spendere come meglio credono i proventi della tassa disoggiorno».

Critiche anche dalla Confesercenti, presente alla riunione in Municipio con il direttore regionale Ilva Sartini e quello provinciale Roberto Borgia-ni. «L’imposta di soggiorno spiega la Sartini – non è compatibile con i prezzi applicati in un territorio come il nostro, prezzi che devono essere tenuti continuamente sotto controllo per reggere la concorrenza sempre più agguerrita. Nella situazione economica in cui si trova l’Italia in questo momento, infatti, non è possibile pensare di aumentare ulteriormente i prezzi di target turistici come quello familiare, sportivo o sociale su cui il nostro territorio fa affidamento. Ya anche precisato che i nostri alberghi hanno già siglato i contratti per la prossima stagione e, quindi, l’eventuale introduzione della tassa andrebbe di sicuro a pesare sulle spalle degli operatori che già negli ultimi anni hanno mantenuto fermi, quando non abbassato, i prezzi delle camere».

 

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