Amerigo Varotti

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Direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Tassa di soggiorno, scontro in vista

Vertice a Pesaro tra sindaci e categorie: i primi propensi al nuovo balzello, le associazioni no

Luca Senesi

Tassare il turismo oppure no? Trovare la quadra sull’argomento non sembra cosa facile. Dall’incontro di ieri mattina organizzato dall’assessore al turismo del comune di Pesaro Enzo Belloni con tutte le associazioni di categoria del settore e sindaci o rappresentanti delle giunte della costa adriatica da Senigallia a Cattolica, è emerso anzitutto la necessità che la Regione fornisca la lista precisa e completa di quelle città turistiche o d’arte in cui è possibile imporre l’onere.

La Romagna è favorevole

Tuttavia laddove ci sia la possibilità, e la maggior parte delle città costiere rientrano nelle candidature, i sindaci sembrano propensi a non rinunciare a questa voce di entrata. Dal canto loro i comuni della Riviera romagnola, praticamente tutti d’accordo, sperano che anche la costa marchigiana si adegui a questa tassa “Ho voluto incontrarmi con tutti i sindaci dei comuni della costa per un primo confronto diretto sul tema – ha spiegato Belloni – prima di ieri se ne era parlato solo a mezzo stampa”. Costa marchigiana e lembo romagnolo, le rappresentanze dei centri turistici costieri erano tutti presenti. “Nessuno vorrebbe imporre una tassa in un periodo di crisi come questo, ma la realtà è che con i tagli nel settore i prossimi anni sarà difficile riproporre gli eventi passati. Anche a Pesaro il ricco programma estivo o invernale potrebbe essere a rischio”.

I passi da fare per Belloni sono chiari: prima esce la lista dei comuni, poi si decide se mettere la tassa, e in quel caso il suo ammontare e alla fine come utilizzare le nuove entrate.

Alla cautela dell’assessore risponde invece la ferma posizione di Amerigo Varotti di Con-fcommercio. “Abbiamo già ribadito la nostra contrarietà a questo balzello. I comuni hanno sempre speso poco per questo settore e non è giusto questa ulteriore penalità. Sia noi che Confturismo Marche Nord ci opporremo sempre a questo onere soprattutto se dovesse essere applicato già a partire dal 2012. Infatti i contratti e i prezzi per il prossimo anno sono già stati stabiliti e da un punto di vista tecnico non ci sarebbe possibile applicare la tassa”.

Tassa che comunque le amministrazioni comunali intascherebbero con il vincolo di riutilizzo nello stesso settore. “Questo non è del tutto chiaro -fa notare però dal canto suo Amerigo Varotti – perché il regolamento parla anche di servizi al commercio e in questa categoria può rientrare anche l’asfaltatura di un tratto stradale che un Comune può giustificare come riqualificazione per l’accoglienza o simili stratagemmi.

Modello turistico a rischio

Altra considerazione fatta dagli albergatori il tipo di turismo di cui il nostro territorio vive. “Si tratta di un turismo sociale, sportivo o scolastico nella maggior parte dei casi; pertanto si tratta di persone abituate a prezzi bassi e convenienti. Un aggravio giornaliero della spesa in periodi come questi certo non aiuterebbe certo un maggior afflusso”.

“La Romagna in questo caso chiede unità d’intenti, mentre per altri aspetti come gli orari di apertura dei negozi o le domeniche in deroga fanno il proprio comodo – fa notare Varotti – a maggior ragione se la nostra provincia rinuncia alla tassa potremmo attirare i quei turisti meno non possono o non vogliono pagare il balzello”.

Confcommercio la prossima settimana riunirà gli operatori del turismo. Tutti loro vogliono una provìncia no tax.

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