Amerigo Varotti

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Direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Varotti: «Dovete vergognarvi»

VALMARECCHIA I COMUNI SECESSIONISTI ORA CHIEDONO SERVIZI A RIMINI

L’ex promotore del no alla Romagna: «Dov’è l’Eldorado?»

I SETTE comuni della Valmarecchia che sono passati in Romagna ora reclamano servizi. Proprio per questo è stato organizzato un incontro, sabato alle 15 a Verucchio nella sala convegni del Comune, dal tema eloquente: «Una valle unita dalla storia e dalla legge: in futuro anche dai servizi?». E gli organizzatori si chiedono, sempre a proposito di servizi, nel volantino distribuito in questi giorni: «Se non ora quando? I sindaci della Valmarecchia a confronto per idee e progetti per un futuro migliore». Un futuro da costruire a quanto pare «altroché Eldorado come avevano promesso in tanti», tuona Amerigo Varotti, ex coordinatore del comitato per il no al passaggio della Valmarecchia in Romagna: «Di promesse ne hanno fatte tante, ma non hanno mantenuto nulla. Se fossi in quei quattro o cinque che hanno organizzato la secessione e che ancora vanno in giro a sostenerne la causa, mi vergognerei». Per Varotti la richiesta di servizi da parte dei comuni della provincia di Pesaro e Urbino passati in Romagna «non è affatto una sorpresa, anzi è una conferma che avevamo ragione noi e tanti se ne sono accorti: sapeste quante persone mi dicono che si stava meglio prima, che è stato un errore passare in Romagna. Eppure durante i due anni di iter legislativo — continua Varotti — i sostenitori del referendum per la secessione hanno fatto intendere che avrebbero realizzato strade, ospedali, servizi sanitari e invece niente. Ora la gente si accorge che ci sono meno servizi e meno opportunità e li recrimina».

UN EQUIVOCO, come fa notare Varotti: «Volevano l’autonomia da Pesaro e Urbino e si sono accorti invece che dall’altra parte il centro è Rimini e tutto il resto è relativo. Per la Romagna conta Rimini e ciò che gravita intorno viene dopo, ed è ininfluente. Spiace che i residenti della Valmarecchia se ne stiano accorgendo a cose fatte, troppo tardi. La situazione è questa e la gente della Valmarecchia deve convivere con la realtà che è più complicata di prima. I sindaci — spiega Varotti — sono impotenti di fronte alle tante promesse fatte che si sono dimostrate nulle. Mi piacerebbe vedere ora chi sosteneva che avrebbero migliorato la Marecchiese o potenziato i servizi, niente di tutto ciò. Dobbiamo ringraziare di questa dura realtà e di queste illusioni non solo i promotori del referendum, ma anche alcuni politici tra cui consiglieri regionali del Pdl come Giannotti che hanno fatto la campagna elettorale per andare in Romagna». Montecopiolo e Sassofeltrio ci ripenseranno?

«Spero che sui due comuni Provincia e Regioni attuino una strategia dell’attenzione molto più forte rispetto a quanto è stato fatto per i sette comuni della Valmarecchia, soprattutto per il comune di Montecopiolo. Serve una sensibilità maggiore da parte di chi amministra le Marche che deve dimostrare coi fatti ciò che è sotto gli occhi di tutti: che per i sette comuni della Valmarecchia la soluzione di tutti i mali, cioè il passaggio in Romagna, in realtà si è dimostrata una grande illusione».

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